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VAL CANALE

La Val Canale (in tedesco Kanaltal, in sloveno Kanalska dolin, in friulano Val Cjanâl) per molti secoli ha fatto parte dell’Impero Austro-Ungarico, suddivisa tra Ducato di Carinzia e Ducato di Carniola. È passata al Regno d’Italia nel 1919 a seguito del trattato di Saint-Germain. Il territorio è percorso dal fiume Fella che, con i suoi numerosi affluenti montani tra cui Uque e Pontebbana, è il principale tributario del Tagliamento. Il secondo corso d’acqua è lo Slizza. Sono presenti tre laghi, due a Fusine (Lago Superiore e Lago Inferiore) sotto la catena del Mangart e uno a Cave del Predil (Raibl). Grazie alle sue montagne (tra cui spiccano i Monti Mangart, Montasio, Jôf Fuart e Canin) e alla sua bellissima e incontaminata natura che presenta scenari davvero incantevoli, la Val Canale è un’apprezzata meta turistica, sia per gli sport invernali sia per quelli estivi. Sotto il profilo amministrativo, il territorio della Val Canale è compreso nei Comuni di Tarvisio, Malborghetto-Valbruna e Pontebba.

Il comune di Tarvisio, vero e proprio crocevia di lingue e culture, conta 4577 abitanti; il suo territorio è suddiviso nelle frazioni di: Camporosso, Cave del Preidil, Coccau, Colazzo, Fusine in val Romana, Fusine Laghi, Monte Lussari, Rutte e Sant'Antonio. Una delle attrattive turistiche della zona è il Monte Lussari, che deve la sua fama principalmente al convento sorto nel XVI secolo sulla sua sommità. Il comune di Malborghetto-Valbruna è suddiviso in cinque frazioni: Malborghetto, sede comunale, con la borgata di Cucco, Ugovizza, Valbruna, S. Caterina e Bagni di Lusnizza. La popolazione, attualmente di 969 abitanti, negli ultimi anni ha subito un leggero calo. Infine il paese di Pontebba in cui risiedono 1503 persone e che comprende le frazioni di Aupa, Frattis, Pietratagliata, Laglesie San Leopoldo, Studena Alta e Studena Bassa.

In questa terra dal triplice confine si parla italiano, tedesco, sloveno e friulano. Qui la comunità tedesca parla una variante dialettale chiamata windisch, anche se oggi i residenti di madrelingua tedesca sono in numero molto ridotto rispetto a un tempo e la maggioranza della popolazione è italofona. Fino al 1919, anno dell’annessione della Valcanale all’Italia, la lingua ufficiale della zona fu il tedesco. Con la Riforma Gentile, l’italiano sostituì la lingua tedesca anche nelle scuole. Dopo la Seconda Guerra mondiale, crebbe nuovamente l’interesse per il tedesco, soprattutto per motivi di carattere commerciale. Inizialmente furono istituiti dei corsi di lingua ai quali potevano partecipare i figli di allogeni che avevano scelto di non emigrare in seguito alle Opzioni del 1939. Quasi trent’anni dopo, la possibilità di partecipare a questi corsi fu estesa a tutti i bambini della Valcanale. Da allora nei programmi scolastici è aumentato il numero di ore dedicate allo studio della lingua tedesca, potenziati grazie a numerosi progetti e gemellaggi con la confinante Austria.  Nel 1979 in Valcanale nacque il Kanaltaler Kulturverein, associazione che fin dalla sua istituzione persegue lo scopo di “proporre e sostenere iniziative di carattere sociale, culturale, educativo e istruttivo, tendenti a valorizzare e a diffondere la cultura e i valori tradizionali della Valcanale attraverso ricerche, pubblicazioni, corsi d’istruzione, attività folcloristiche e ricreative”. Il Museo Etnografico di Malborghetto, che si trova nel Palazzo Veneziano, è finalizzato alla valorizzazione degli aspetti culturali del territorio. Altri musei presenti nel territorio sono il Museo della foresta di Tarvisio e il Museo Storico Militare delle Alpi Giulie. La Val Canale è una terra ricca di tradizioni; qui la sera del 5 dicembre si rinnova il rito di San Nicolò e dei Krampus. La drammatizzazione del rito prevede che il Santo, il quale nel culto cristiano nordico è configurato come colui al quale spetta il compito di tenere a bada gli spiriti maligni, sia “scortato” dai Krampus, figure diaboliche ricoperte da pellicce, mascherate in modo terrificante e attrezzate con catene, fruste e campanacci. San Nicolò si mostra con una folta barba bianca e farà dei regali ai bambini che si sono comportati bene. San Nicolò scompare poi dalla sfilata, lasciando incontrollati i diavoli che intimoriscono e fustigano i giovani astanti, il tutto accompagnato da grugniti, schiamazzi e ammonimenti.

Questo territorio è una forte attrattiva turistica sia invernale sia estiva. I comprensori sciistici del tarvisiano dispongono della più recente tecnologia fruibile nel comparto della neve. Lo sciatore può scendere lungo discese mozzafiato o percorrere piste da fondo immerse nei boschi. Numerosi sono i sentieri in cui praticare trekking, camminare con le racchette da neve, andare a cavallo o in mountain bike, incontrando un gran numero di rifugi e malghe. Si possono fare gite in barca al Lago Inferiore di Fusine e dedicarsi alla canoa e al windsurf al lago di Cave del Predil. In questa valle gli amanti degli sport all’aria aperta praticano alpinismo, cicloturismo, nordic walking, dog trekking, rafting, hydrospeed (discese dei torrenti in canoa o in gommone), golf, parapendio, snowboard e sleddog. A Pontebba si può pattinare in un modernissimo Palaghiaccio e nel Parco Avventura Sella Nevea c’è la possibilità di dedicarsi all’attività del tarzaning tra piattaforme su alberi, passerelle, funi e ponti. Un altro paradiso naturale da visitare è senz’altro il Parco Naturale delle Prealpi Giulie. Infine, una meta per il turismo religioso è il suggestivo Monte Lussari, dove si trova un santuario raggiunto da pellegrini italiani, slavi e tedeschi.

Il visitatore che si avvicina alla cucina della valle, può assaggiare i numerosi piatti tipici della tradizione tra cui le Krappe (gnocchi ripieni di pere Klotzen), gli Zwecken Knödel con le susine, lo Jeschbran (una minestra con orzo, crauti, patate e costicine di maiale affumicate), il Gulasch o la Gulaschsuppe, e il riso fritto con olio e cipolla. Come minestra si ricorda il Milchreis, riso con il latte, e lo Sterz, un miscuglio di farina gialla e strutto, tale da formare, a cottura ultimata, una sorta di polenta liquida abbrustolita. Pietanze più semplici e uniche sono la Flika, il piatto del boscaiolo con sasaka (lardo tagliato a pezzi), uova, formaggio, e patate abbrustolite assieme ai ciccioli di maiale. Si preparava inoltre il Blutwurst, una salsiccia ripiena di orzo e sanguinaccio cucinata al forno o al tegame con l’aggiunta di maggiorana. Per la settimana santa si cucinava l’Hering Schmaus, l’aringa affumicata cotta sulla piastra e mescolata a uova sode e fagioli. Per i dolci si va dalle Schnitte, pane fritto con uovo e zucchero, allo Schmarren, una grossa omelette tagliata a fette e cosparsa di zucchero, ai Krapfen, dolci simbolo dei grandi avvenimenti e delle feste come il Carnevale.

KANALTAL

Das Kanaltal (italienisch: Valcanale, slowenisch: Kanalska dolina, friulanisch: Val Cjanâl) war bis zum Ende des 1. Weltkriegs Bestandteil des deutschen Kaiserreichs und gehörte zu den Herzogtümern Kärnten und Krain. Zu Italien kam es erst 1919 im Anschluss an den Friedensvertrag von Saint Germain en Laye. Der Fluss Fella ist der wichtigste Nebenfluss des Tagliamento der mit den Nebenflüssen Uque und Pontebbana durchquert das Tal. Der zweite große Fluss heißt Gailitz. Es gibt außerdem drei Seen: der obere Weißenfelser See und der untere Weißenfelser See am Fuße des Mangart sowie der Raibler See. Dank seiner Berge wie Mangart, Montasch, Wischberg und Kanin und seiner wunderschönen und unbefleckten Natur mit wirklich zauberhaften Szenerien bietet das Kanaltal zahlreiche Erholungsmöglichkeiten für Winter- und Sommersportliebhaber. Im Kanaltal liegen drei Gemeinden: Tarvis, Malborghet-Wolfsbach und Pontafel.

Die Gemeinde Tarvis ist eine Kreuzung der Kulturen und Sprachen. Sie zählt 4577 Einwohner. Das Gebiet gliedert sich dabei in viele Teile: Saifnitz, Raibl, Goggau, Colazzo, Weißenfels, Weißenfelser Seen, Luschari, Greuth und Sankt Anton. Eine der touristischen Sehenswürdigkeiten in Tarvis ist der Berg Maria Luschari, welcher sich als ein berühmter Wallfahrtsort für das Kloster aus dem 16. Jahrhundert auf dem Gipfel profiliert hat. Die Gemeinde Malborgeth-Wolfsbach gliedert sich in fünf Teile: Malborgheth, die Gemeindehauptstadt, die Ortschaft Gugg, Uggowitz, Wolfsbach, St. Kathrein und Lussnitz. Die Gemeinde zählt 969 Einwohner mit leichtem Rückgang in den letzten Jahren. Zuletzt residierten im Pontafel 1503 Einwohner, inklusive der Fraktionen Aupa, Frattis, Schnitz, Leopoldskirchen, Studena Alta und Studena Bassa.

In diesem Dreieckland spricht man Italienisch, Deutsch, Slowenisch und Friulanisch. Die deutsche Gemeinschaft verwendet den windischen Dialekt, obwohl dort heutzutage weniger deutsche Muttersprachler als in der Vergangenheit leben und die Mehrheit Italienisch spricht. Deutsch war die offizielle Sprache bis 1919, bis das Kanaltal zu Italien fiel. Italienisch wurde die Bildungssprache des Tals durch die Gentile-Reform. Vor allem aus wirtschaftlichen Gründen nahm aber nach dem Zweiten Weltkrieg das Interesse an der deutschen Sprache wieder zu. Anfangs wurde Deutschunterricht für  Kinder des nicht emigrierten Teils des Bevölkerung angeboten. Fast 30 Jahren später wurde dieses Angebot auf alle Kinder des Kanaltals ausgeweitet. Seitdem wurde die Anzahl der Wochenstunden für den Deutschunterricht im Lehrplan erhöht, was durch viele Projekte und Städtepartnerschaften mit dem angrenzenden Österreich unterstützt  wurde. 1979 wurde der Kanaltaler Kulturverein gegründet, der sich bemüht, “Sozial-, Kultur- und Bildungsinitiativen vorzuschlagen und zu unterstützen, um vor allem die Kultur, die Sprachen und die traditionellen Werte des Kanaltals hervorzuheben, zu entwickeln und zu verbreiten durch Forschung, Veröffentlichungen, Kurse, Folklore und Freizeitaktivitäten”. Das Ethnographische Museum in Malborgeth befindet sich im Palazzo Veneziano und hat zum Ziel, den kulturellen Bestand des Tals aufzuwerten. Andere Museen der Stadt Malborgeth sind das Museum des Waldes von Tarvis und das Historische Militärische Museum der Julischen Alpen.

Das Kanaltal ist traditionsreich; am 5. Dezember findet jährlich der Ritus von Sankt Nikolaus und Krampus statt. Während der Aufführung des Rituals wird Sankt Nikolaus, der laut dem nordischem Christentum böse Geister abhält, von schreckenerregenden Krampus, die mit Pelzmäntel bedeckten und mit Ketten, Peitschen und Kuhglocken behangenen Figuren, begleitet. Sankt Nikolaus hat einen dichten weißen Bart und beschenkt die braven Kinder. Später verschwindet er jedoch vom Umzug und die Krampus verärgern und peitschen die Jungen mit Grunzen, Geschrei und Rufen.

Das Gebiet ist im Sommer wie im Winter ein attraktives Touristenziel. Die Skianlage in Tarvis verfügt über neueste Technologie im Bereich künstlicher Schneerzeugung. Der Skiläufer kann Abfahrt auf atemberaubenden Abhängen treiben oder in den Wäldern einsame Langlaufrunden zurücklegen. Es gibt viele Wanderwege  zum Trekking, Schneeschuh-Wandern, Reiten und Radsport mit dem Mountain Bike, begleitet durch zahlreiche Berghütten und Almen. Im unterem Weißenfelser See kann man Ausflüge mit dem Boot machen und im Raibler See Kajak fahren und Windsurfen. In diesem Tal treiben Liebhaber des Sports im Freien Bergsteigen, Radwanderungen, Nordic Walking, Dog Trekking, Rafting, Hydrospeed (Abfahrt durch einen Wildbach mit dem Kayak oder Schlauchboot), Golf, Gleitschirmfliegen, Snowboard und Sleddog. In Pontafel kann man in einer hochmodernen Eissporthalle eislaufen. Der Abenteuerpark Sella Nevea ermöglicht “Tarzaning” unter Bäumen, Stegen, Brücken und Seilen. Um eine weitere Naturschönheit handelt es sich sicherlich bei dem Naturpark der Julischen Voralpen. Ein religiöses Touristenziel ist der faszinierende Berg Maria Luschari mit einer von italienienischen, slawischen und deutschen Pilgern besuchten Wallfahrtskirche. Wenn der Besucher die Kochkunst des Tals kennen lernen will, kann er viele traditionelle Speisen genießen, darunter die Krappe (Klößchen mit “Klotzen-Birne”), die Zwecken Knödel mit Pflaumen, das Jeschbran (eine Suppe mit Gerste, Sauerkraut, Kartoffeln und geräucherten Schweinerippchen), Gulasch oder Gulaschsuppe sowie frittierter Reis mit Öl und Zwiebeln. Zu den Suppen zählt auch der Milchreis und der Sterz, ein Gemisch aus Maismehl und Schmalz, das eine Art  flüssige und geröstete Polenta bildet. Einfachere, aber einzigartige Gerichte sind das Flika und die Försterspeise mit Zasaka (in Stücke geschnittener Speck) mit Eiern, Käse und gerösteten Kartoffeln mit Schweinegrieben. Es wird auch Blutwurst zubereitet. In der Karwoche wird Heringsschmaus gekocht. Schnitten, frittiertes Brot mit Ei und Zucker, Schmarrn und Krapfen symbolisieren große Ereignisse und Feiertage wie z.B. den Karneval.

Pagina aggiornata il: 10/07/2014 10.19 

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