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SAURIS  

Il comune di Sauris (Zahre) è situato nelle Alpi Carniche, in una conca che si estende in senso longitudinale lungo l’alto corso del torrente Lumiei al confine nord occidentale del Friuli Venezia Giulia. Confina a ovest con la regione del Veneto e più precisamente con il comune di Vigo di Cadore (BL), a sud con i comuni di Forni di Sopra, Forni di Sotto e Ampezzo, a nord con il comune di Prato Carnico e a nord est con il comune di Ovaro. La vallata si sviluppa a un’altezza che va dai 766 ai 2474 m s.l.m., con un’escursione altimetrica di 1708 m. Le principali cime che coronano la località sono: il Col Gentile, il Monte Tarondon, il Monte Pieltinis, il Crodon di Tiarfin, il Monte Bìvera, il Monte Zauf e il Monte Tinisa. Oltre al già citato Lumiei, il comune è attraversato da numerosi corsi d’acqua quali il rio Poch, il rio Plottenpoch, il rio Novarza e affluenti minori. Particolare rilevanza riveste il lago di Sauris, conosciuto anche come lago della Màina, un magnifico bacino artificiale situato a 977 metri di altitudine. Il comune, che conta 419 abitanti, è suddiviso in tre principali abitati: la sede comunale Sauris di Sotto (Dörf, 1214 m s.l.m.), Sauris di Sopra (Plozn, 1400 m s.l.m.), il più alto insediamento permanente della regione, e Lateis (Latais, 1225 m). A questi centri principali si affiancano le borgate di Velt (Velt, 1240 m) e La Maina (Ame Lataise, 1020 m).

Secondo i racconti tramandati di generazione in generazione, Sauris sarebbe stata fondata da due soldati tedeschi che, fuggendo dalla guerra, si sarebbero rifugiati in questa valle già nel XIII secolo. Inizialmente sarebbero vissuti di caccia per poi dedicarsi al lavoro nei boschi e nei campi. Questa leggenda non si discosta molto dalla realtà: gli storici fanno risalire l’occupazione della zona alla metà del XIII secolo in seguito a movimenti migratori di popolazioni provenienti dall’area austriaca compresa tra il Pustertal, il Lesachtal e l’Oberdrautal. Le popolazioni si stabilirono in una vallata che, stante l’asprezza del clima e del territorio, non era stata colonizzata dalle popolazioni autoctone.

Nel corso del ‘500 lo sfruttamento boschivo portò Sauris a divenire un’importante meta d’immigrazione, sia per l’apertura della prima segheria della Carnia nel XVI secolo, sia per la presenza della famosa reliquia di Sant’Osvaldo, che richiamò numerosi pellegrini. Un tradizionale mestiere che si sviluppò nei secoli successivi è la professione del tessitore, figura particolarmente nota soprattutto nella pianura friulana e veneta. Nei primidecenni del Novecento si verificò un considerevole miglioramento della viabilità e delle comunicazioni e nel primo dopoguerra si realizzò l’opera che maggiormente rappresenta la fine dell’isolamento del paese: la strada del Bûs che collega Sauris ad Ampezzo. Inoltre tra il 1941 e il 1948 fu costruito l’impianto idroelettrico del Lumiei con la diga più alta d’Italia. Accanto al turismo, oggi vi sono diverse attività economiche in grado di garantire la permanenza dei residenti. Ciononostante permangono ancora delle difficoltà per usufruire di alcuni servizi quali sanità, scuole superiori, offerta culturale e intrattenimenti.

Sauris è quindi da considerarsi un’isola linguistica caratterizzata dall’uso di un idioma appartenente al gruppo bavarese meridionale dell’alto tedesco. Se negli anni ’60 la tendenza fu quella di abbandonare l’uso del saurano, dalla seconda metà degli anni ’70 si cominciò a intravedere un crescente interesse verso questa variante linguistica da parte di diversi studiosi e Università italiane e austriache. Ciò contribuì ad accrescere la consapevolezza dei saurani di possedere una lingua e una cultura preziose e da tutelare. Nacquero così diverse associazioni che hanno contribuito al recupero culturale, linguistico e architettonico di Sauris e della sua parlata; in particolare, per quanto concerne la lingua, vanno ricordati il coro “Zahre”, il Circolo Culturale Saurano “Fulgenzio Schneider” e la Pro Loco Sauris.

Alla base delle tradizioni popolari trasmesse nel corso dei secoli, vi sono i rituali religiosi che hanno scandito la vita quotidiana delle popolazioni rurali, a livello individuale e comunitario. Numerose erano anche le ricorrenze liturgiche legate al ciclo delle stagioni e al calendario agro-pastorale.

Un’usanza particolare era destinata al forestiero intenzionato a sposare una saurana, il quale doveva svolgere il “rito del tavolino” (tischle) pagando tutti i liquori e le bevande che i compaesani della sposa avevano preparato su un piccolo tavolo. Le feste patronali e le celebrazioni dedicate alla Madonna costituiscono ulteriori momenti di ritrovo e di condivisione per la comunità. La tradizione popolare maggiormente nota è senz’altro quella del Carnevale Saurano (Zahrar Voschankh). Come in altri carnevali dell’arco alpino, anche a Sauris vi è una divisione tra maschere belle (de schean schembln) e maschere brutte (de scheintan schembln). Arrivata la sera, si raduna il corteo guidato dal Rölar, vestito alla maniera delle maschere brutte e dal Kheirar, il re delle maschere. Assieme agli spettatori, ha inizio una spettacolare camminata notturna nel bosco, alla luce delle lanterne, che dalla località di Sauris di Sopra porta al borgo di Sotto e raggiunge il magazzino comunale dove la festa continua per tutta la notte con musica e balli.

Ai fini di promuovere le tradizioni saurane, sono sorti il Centro Etnografico “Haus van der Zahre” e il Centro Storiografico Museo di Sant’Osvaldo.

Le proposte per il tempo libero spaziano dagli sport invernali con lo sci di fondo, la discesa, lo scialpinismo e le escursioni con le racchette da neve. A Sauris è presente un centro benessere e sono numerosi gli itinerari escursionistici e i percorsi da poter fare in mountain bike, con le motoslitte o con i quad.


ZAHRE

Zahre ist eine Gemeinde in den Karnischen Alpen in einer Senke, sie sich in Längsrichtung entlang dem Oberlauf des Wildbachs Lumiei erstreckt. Im Osten grenzt sie an die Region Venetien, in der Provinz Belluno, genauer an die Gemeinde Vigo di Cadore, im Süden trennt sie ein Bergkamm vom oberen Tagliamento-Tal und von den Gemeinden Forni di Sopra, Forni di Sotto und Ampezzo. Im Westen wird Sauris von den Gemeinde Ovaro und Prato Carnico eingegrenzt. Das Tal liegt auf 766 m bis 2474 Höhe mit einer Höhedifferenz von 1708 m. Die wichtigsten Berge sind: Monte Tinisa, Monte Bivera, Monte Col Gentile, Monte Tarondon, Monte Pieltinis, Crodon di Tiarfin, Monte Zauf. Neben den Wildbach Lumiei durchdringen zahlreiche Wasserläufe das Tal: Poch, Plotten und Novarza mit ihren Zuflüssen das Tal. Eines der Elemente, die heute die Landschaft von Sauris kennzeichnen, ist der herrliche Zahre See auf 988 m Höhe.

Die Gemeinde Zahre besteht aus drei Dörfern: Sauris di Sotto/Unterzahre (Dörf, 1214 m Höhe), wo die Gemeinde ihren Sitz hat, Sauris di Sopra/Oberzahre (Plozn, 1400 m Höhe), welche die höchstgelegene ständige Siedlung der Region Friaul-Julisch Venetien ist, und Lateis (Latais, 1225 m). Zu diesen drei Weilern kommen die beiden Ortschaften Velt (Velt, 1240 m) und La Maina (Ame Lataise, 1020 m).

In der kollektiven Vorstellung der Bewohner von Zahre existieren noch einige Sagen, die mit leichten Abweichungen von zwei deutschen Soldaten berichten, welche aus ihrer Heimat geflohen waren und in diesem Tal Schutz gesucht hatten. Anfänglich lebten sie von der Jagd, dann begannen sie  mit der Rodung des Waldes, um Ackerland zu schaffen. Dieser Legende basiert auch auf ein Stück Wahrheit: laut Historikern kamen die ersten Bewohner Mitte 1200 aus ainigen Tälern zwischen Pustertal, Lesachtal und Oberdrautal. Die Bevölkerung ließ sich in einem Tal nieder, das bis dahin angesichts der Härte des Klimas und des Territoriums noch nicht von indigenen Völkern kolonisiert wurde. Dank des Holzeinschlag im XVI. Jahrhundert wurde Zahre ein wichtiges Einwanderungsziel, sowohl wegen der Eröffnung des ersten Sägewerks in Karnien, als auch wegen der berühmten Reliquie von St. Oswald, was viele Religiöse anzog. Das Webertum ist ein traditionelles Handwek, welches sich in den folgenden Jahrhunderten entwickelte,  und insbesondere in der friulanischen und venezianischen Tiefebene bekannt wurde.

In den ersten Jahrzehnten des 20. Jahrhunderts gab es eine deutliche  Verbesserung des Straßennetzes und des Kommunikationswesens. In der ersten Nachkriegszeit wurde eine wichtige Verbindung zwischen Zahre und Ampezzo eröffnet: die Straße “Bûs”. Zwischen 1941 und 1948 wurde mit dem Lumiei Wasserkraftwerk auch der höchste Staudamm Italiens gebaut.
Neben dem Tourismus gibt es heute viele weitere Arbeitsmöglichkeiten für die Bewohner. Dennoch gibt es immer noch  Schwierigkeiten, bestimmte Dienste wie  Gesundheit, Schule, Kultur, und Unterhaltung zu gewährleisten.

Zahre ist eine Sprachinsel und der Dialekt ist der südbayrishcen Gruppe des Altdeutschchen zuzuordnen. Seit der zweiten Hälfte der 70er Jahre sind – auch dank des Interesses und der Hilfe von Wissenschaftlern an italienischen, aber vor allem der österreichischen Universitäten – immer häufiger Aktionen und Initiativen umgesetzt worden, die alle durch das  Bewusstsein bedingt wurden, dass die von den Vätern überlieferte Sprache und Kultur ein wertvolles Gut darstellen. Verschiedene Kulturvereine wurden gegründet um die kulturellen, sprachlichen und arkitektonischen Güter zu erhalten. Insbesondere es gibt den Chor Zahre, den sauranischen Kulturverein “Fulgenzio Schneider” und den Verein “Pro Sauris”, die den Zweck haben, den Dialekt zu schützen.

Die tief religiöse Gesinnung zeigte sich bei den liturgischen Festlichkeiten, doch auch bei der Ausübung des Glaubens im Alltag und in den Familien, sowie bei einer Reihe kleinerer Rituale, die mit Traditionen der Zyklus des Jahreszeiten und der Landwirtschafts-Kalender verbunden waren.
Ein besonderes Fest war das Ritual des Tischleins (tischle). Wenn die Brautleute aus verschiedenen Ortsteilen kamen, fand dieses Ritual statt: die Burschen des Ortsteiles stellten dem Bräutigam zahlen musste. Die Feiern des Patrons und der Muttergottes sind weitere Momente des Zusammenseins in der Gemeinschaft. Die bekannteste Tradition ist sicherlich der sauranische Fasching (Zahrar Voschankh). Wie bei anderen Karnevalen im Alpenland gibt es auch in Zahre die Unterscheidung zwischen schönen (de schean schembln) und hässlichen Verkleidungen (de scheinten schembln). 

Gegen Abend leiten der Rölar, der in Lumpen gekleidet ist und der Kheirar, der König der Masken, einen Umzug. Zusammen mit den Zuschauern beginnt ein spektakulärer nächtlicher Spaziergang im Wald im Licht der Laternen. Der Weg führt duch Oberzahre, Borgo di Sotto und endet mit einer Party, die bis tief in dei Nacht mit Musik und Tanz andauert.

Das Ethnographisches Zentrum “Haus van der Zahre” und das Historiographische Museum Sant'Osvaldo wurden gegründet, um diese sauranischen Traditionen zu schützen.
Unter den kulinarischen Köstlichkeiten, die das kleine Dorf bietet, findet man den rohen Schinken, Speck und den geräucherten Schinken. Andere Produkte sind geräucherter Ricotta, Käse, das hochwertige hiesige Bier “Zahre beer” und Honig. Traditionelle örtliche Gerichte sind: blecs von Maismehl mit Lauch und Wurst, gnocchi mit Speck, Butter und Salbei, Knödeln Pa' Krhaizar, Pasta Triangoli mit formadi frant und Walnüsse, Orzotto mit wilden Kräutern und knusprigem Speck, mit Kapuze und Speck gefülltes Perlhuhn und Ricottatorte. Es gibt viele Freizeitmöglichkeiten, z. B. Langlauf, Skifahren, Skitouren, Schneeschuhwandern.  Man kann auch  das Wellness Center in Zahre besuchen,  sowie mit dem Mountainbike, Quad oder Motorschlitten über Wanderwegen fahren.

Pagina aggiornata il: 08/01/2016 12.10 

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