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SOVRACANONI

Il Servizio Sviluppo Area Montagna si occupa, tra le altre cose, anche della riscossione dei sovracanoni rivieraschi.

Per legge è stabilito infatti che il gestore di un impianto idroelettrico deve corrispondere un'imposta agli enti pubblici locali (Comuni, Provincie e Regioni interessate), i cosiddetti canoni idrici, per la concessione e lo sfruttamento di acque pubbliche con lo scopo di produzione di energia elettrica.

I canoni idrici sono di tre tipi:

  • Canone Idrico di concessione (pagato da tutti gli impianti)
  • Sovracanone per gli Enti Rivieraschi (pagato dagli impianti dipotenza nominale media superiore a 220 kW)
  • Sovracanone per Bacini Imbriferi Montani (BIM) (pagato dagli impianti di potenza nominale media superiore a 220 kW)

Per Ente Rivierasco si intende il Comune in cui "il territorio si affaccia sul tratto di corso d'acqua sotteso dalla derivazione a partire dal punto ove ha termine il rigurgito dell'opera di presa fino al punto di restituzione", ovvero tutti i comuni in cui si trova un'opera idraulica come opera di presa, diga, condotta forzata, centrale idroelettrica (art. 52 del T.U. 1775 dell'11/12/1933). Il gestore dell'impianto deve corrispondere ai Comuni e alle Province interessate una quota stabilita dalla legge; la suddivisione comune per comune si basa principalmente sulla distribuzione delle opere idrauliche presenti sui vari comuni interessati dall'impianto. La norma non stabilisce in modo chiaro la suddivisione degli introiti tra gli enti, normalmente le quote vanno per l'80% ai Comuni e per il 20% alle Province.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

La materia dei sovracanoni idroelettrici è stata disciplinata inizialmente tramite gli artt. 52  e 53 del T.U. delle disposizioni di legge sulle acque e sugli impianti elettrici approvato con R.D. 11/12/1933 n. 1775.

I sovracanoni sono da corrispondere annualmente, riguardano i comuni compresi in ambiti montani appositamente delimitati (art. 52 e legge n. 959 del 27/12/1953) e i comuni rivieraschi, cioè quelli che si affacciano al corso d’acqua oggetto di utilizzazione idroelettrica tra il punto di presa e quello di restituzione, con le rispettive Province (art. 53 e L. 1377/1956).

La L. 925/1980 ha stabilito la misura fissa per entrambi i sovracanoni e la loro indicizzazione ogni due anni in base ai dati ISTAT

La decorrenza dei sovracanoni è sempre stata la stessa dei canoni governativi.

La materia dei sovracanoni attinenti gli impianti di produzione elettrica mediante accumulo per pompaggio è stata regolamentata tramite le LL. 136/99 e 388/00.

- Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e sugli impianti elettrici.

Art. 6 co. 2 lett. a

(sostituito dall’art. 1 del D.L.VO 12/7/1993 N. 275)

Sono considerate grandi derivazioni quelle che eccedono i seguenti limiti:

a) per produzione di forza motrice: potenza nominale media annua kW 3.000 …..omissis 

Art. 53

(modificato dall’art. 1 della legge 4/12/56 n. 1377)

Co. 1: Il Ministro per le finanze, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici, può stabilire, con proprio decreto, a favore dei Comuni rivieraschi e delle rispettive Province, un ulteriore canone annuo, a carico del concessionario, per ogni chilowatt nominale concesso.

Co. 2 omissis

Co. 3 omissis

Il canone di cui al presente articolo ha la stessa decorrenza e la stessa scadenza del canone governativo.

- Legge 24/1/1977, n. 7

Norme per l’aumento del limite tra grandi e piccole derivazioni di acque pubbliche per forza motrice

 Art. 1: Il limite di 220 kW di potenza nominale media di cui alla lettera a dell’art. 6 del testo unico di leggi sulle acque e sugli impianti elettrici approvato con regio decreto 11.12.1933, n. 1775, è elevato a 3.000 kW;

Art. 2: alle derivazioni di acque pubbliche per forza motrice di potenza nominale media annua superiore a 220 kW e fino a 3.0000 kW, già attuate alla data di entrata in vigore della presente legge, si applicano, salvo quanto dispone il successivo art. 3, le norme concernenti le “piccole” derivazioni, contenute nel testo unico di leggi sulle acque e sugli impianti elettrici approvato con R.D. 1775/33 e successive modificazioni, nel regolamento approvato con R.D. 14/8/1920 n. 1285, negli statuti delle regioni a statuto speciale e nel D.P.R. 15/1/1972, N. 8 art. 13;

Art. 3: Le derivazioni di acque pubbliche per forza motrice di cui al precedente articolo e quelle attuate dopo l’entrata in vigore della presente legge, restano assoggettate agli oneri previsti dagli art. 52 e 53 del T.U. 1775/33 e successive leggi di modifica, 4/12/56 n. 1377, 21/12/1961 n. 1501, 27/12/1953 n. 959, modificata dalla legge 30/12/1959 n. 1254,  in materia di riserva di energia elettrica di canoni e di sovaracanoni a favore degli enti locali.

Omissis 

- D.Lgs 300/99 resa esecutiva con Decreto Ministeriale del 28/12/2000 (G.U. n. 9 del 12/1/2001) 

E’ istituita l’Agenzia del demanio alla quale compete la revisione biennale del sovracanone  

 

IMPIENTI IDROELLETTRICI ATTIVI NELLA PROVINCIA DI UDINE

Di seguito si pubblica il file relativo agli impianti idroellettrici attivi sul territorio della Provincia di Udine aventi potenza nominale media di concessione superiore a 220 Kw, suddivisi per zone di pertinenza (Carnia, Tarvisiano, Pedemontana), soggetti al sovracanone rivierasco.

 Elenco impianti idroelettrici provincia di Udine

ATTIVITA' DELLA PROVINCIA

Con gli introiti dei sovracanoni la Provincia finanzia, in base alle disponibilità, degli interventi migliorativi da effettuarsi nei territori riviersachi a seguito di domanda presentata dai Comuni rivieraschi interessati.

 

 

 Comunicazioni

Comunicazione avvio procedimento 2015.pdfComunicazione avvio procedimento 2015
Elenco richieste pervenute anno 2015.xlsElenco richieste pervenute anno 2015
Pagina aggiornata il: 28/04/2015 13.26 

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