Metodo Feuerstein

Il Metodo Feuerstein
Ottenere il potenziamento delle abilità cognitive dell'individuo. Questo è l’obiettivo finale che si propone di raggiungere chi utilizza il Metodo Feuerstein, basato essenzialmente sull’idea che l'intelligenza non è qualcosa d’immutabile e immodificabile.
Il metodo prende il nome da Reuven Feuerstein, psicologo di origini rumene e allievo di Jean Piaget.
Nato da genitori ebrei, Feuerstein dovette affrontare la tragica esperienza dell’internamento in un campo di concentramento quando, nel 1944, periodo durante il quale insegnava ai figli dei deportati in una scuola di Bucarest, fu catturato. Riuscito miracolosamente a fuggire, Feurstein trovò rifugio in Israele e, nel primo dopoguerra, cominciò a occuparsi dei ragazzi sopravvissuti alle persecuzioni razziali nei campi d’internamento.
Lo psicologo si è occupato soprattutto di orfani, di culture e origini diverse, con alcune carenze cognitive molto simili a quelle di chi presenta una forma di insufficienza mentale. Partendo proprio dai suoi studi sugli adolescenti, negli anni Settanta, ha definito il LPAD (Learning Potential Assesment Device - Metodo per la Valutazione Dinamica del Potenziale di Apprendimento) e il PAS (Programma di Arricchimento Strumentale): le basi di quello che tutto il mondo oggi conosce come “Metodo Feuerstein”.
Di norma il Metodo si basa su un primo approccio, il LPAD appunto, che consiste nella misurazione del potenziale di apprendimento di una persona utilizzando come presupposto la nozione di modificabilità cognitiva, cioè la capacità di cambiare le modalità di approccio cognitivo ai problemi per adattarsi alle nuove situazioni della vita quotidiana.
Dopo questo primo approccio il Metodo prevede di lavorare sullo sviluppo del potenziale di apprendimento grazie ad un preciso insegnamento, supportato da un mediatore adeguatamente formato e non basato su un tipo di apprendimento meccanico, il PAS appunto. Gli esercizi pensati e utilizzati per il raggiungimento dell’obiettivo mirano a sviluppare le capacità cognitive, sempre nella consapevolezza che l’intelligenza è una caratteristica dinamica della mente e, in quanto tale, modificabile.
Lo scopo è di rendere consapevole il bambino che, nel momento in cui impara o risolve dei problemi, attua dei precisi processi mentali. Deve essere consapevole di questi stessi processi mentali e sapere che può modificarli per imparare meglio e risolvere i problemi, anche quelli non legati al mondo della scuola.
Il Metodo Feuerstein, pensato come strumento per lo sviluppo dell’intelligenza dei bambini con problemi d’apprendimento, handicap mentali o la sindrome di Down, oggi è utilizzato sia per aiutare studenti o adulti con particolari esigenze legate alla necessità di aggiornare le proprie conoscenze, i disoccupati e gli emarginati, sia dagli insegnanti che lo usano per tutti i loro studenti come arricchimento che i ragazzi si portano dietro nel tempo.
Frequentemente, inoltre, l’attività procede solo sulla base delle osservazioni tratte dal lavoro sulle pagine, anche senza una valutazione preliminare.