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MOSTRA “IL VOLTO GENTILE DELL’ARTE NELLA PATRIA DEL FRIULI – SEI ARTISTE CONTEMPORANEE”.

L’INAUGURAZIONE GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012, ALLE 18, NELLA CHIESA DI SANT’ANTONIO ABATE A UDINE.

Una mostra per favorire l’espressione delle donne. È uno degli obiettivi della mostra “Il volto gentile dell’arte nella Patria del Friuli – Sei artiste contemporanee”, organizzata dalla Provincia di Udine e sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dalla Fondazione Crup, nella chiesa di S.Antonio abate di Udine, che sarà inaugurata questa sera - giovedì 16 febbraio - alle 18 dal presidente della Provincia on. Pietro Fontanini e dall’assessore alla cultura Elena Lizzi, dall’assessore regionale Elio De Anna e alla presenza delle artiste: Maria Pia Patriarca, Sonia Squillaci, Laura Di Bidino, Nadia Blarasin, Sonia Bardella e Elena Faleschini De Corato.
Per Fontanini, «l’arte contemporanea in Friuli è sempre più contrassegnata e valorizzata dalla presenza femminile, prova della ormai diffusa sensibilità a tutto ciò che è comunicazione creativa.
L’artista donna diventa portatrice di novità anche quando è possibile iscriverla in linee
interpretative classiche dei soggetti e di quel che essi sottendono o lasciano immaginare. In questi ultimi anni – aggiunge Fontanini - siamo stati davvero fortunati poiché abbiamo visto fiorire ed affermarsi autentici talenti destinati ad avere certamente un lusinghiero futuro non solo all’interno della critica, ma soprattutto nell’approccio con il pubblico».
Come ha evidenziato l’assessore Lizzi, «le artiste in Friuli sono veramente poche fino all’Ottocento. Fortunatamente nell’Ottocento e nel Novecento il destino delle donne cambiò anche, seppur lentamente, in Friuli, dove se fare l’artista era difficile per gli uomini, per lis feminis diventava addirittura una sfida all’ordine sociale. Eppure – prosegue Lizzi – anche nella Patria del Friuli nuove artiste contemporanee crescono, mostrando talento mescolato alla quotidianità.
L’Assessorato provinciale alla cultura ha inteso in questi anni favorire l’espressione delle donne (come ad esempio la mostra delle opere di Anita Baldissera oppure alla ricostruzione storica di vicende inedite, come quella di “Lucina Savorgnana, bellissima e leggiadra madonna”). Oggi, un’esposizione che parte da una ipotesi tutta da dimostrare e, forse, fantasiosa – riferisce Lizzi -, ma che vuole arrivare a considerare la storia passata de La Patria del Friuli dal punto di vista femminile.
Seppur misconosciute, ora ed allora, sono proprio le donne, quei volti gentili che
seppero e sanno fare progredire questa terra, mescolando le loro passioni con quella
concretezza pragmatica, che è caratteristica tutta femminile. Ecco così spiegato il titolo di questa mostra, che si vuole porre come ideale continuazione delle precedenti saldando il passato alla contemporaneità. L’esposizione, che comprende non a caso il giorno 8 marzo, festa della donna – conclude Lizzi -, non ha la pretesa di essere esaustiva, ma di suscitare curiosità».
Le artiste che espongono sono sei e hanno tutte personalità ben definite e recano traccia di esperienze di vita diverse. Un critico iperrealismo, memore della stralunata figurazione dellaTransavanguardia, si nota in particolare in Laura Di Bidino, architetto, ma con una formazionegrafica, con largo uso della fotografia e dell’immagine pubblicitaria.
Nadia Blarasin esplora la
figura femminile nelle sue linee essenziali, sviluppandone i particolari con un passaggio verso una astrazione originale e positiva nei riguardi della vita.
Innovative modalità cromatiche si esprimono in Maria Pia Patriarca Galliussi che trasforma in lirica il gioco dei colori con le sue tenui ed evanescenti farfalle, metafora della vita e della bellezza.
Curiosa è l’unicità dei soggetti di Sonia Squillaci che si è concentrata sulle suggestioni formali e cromatiche della melanzana, passando con disinvoltura dalla pittura alla tridimensionalità.
Alla scultura si dedica Elena Faleschini De Corato con diversi materiali e grande libertà espressiva in figure femminili in cui l’eleganza Déco si combina con la sintesi contemporanea.
Sonia Bardella è affascinata dalla natura, dai fiori, dai bambini interpretati con uno stile quasi Preraffaellita, espresso con un patchwork innovativo dalle tecniche del tutto personali.

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Pagina aggiornata il: 12/03/2012 16.15 

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