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“IL VOLTO GENTILE DELLA PATRIA DEL FRIULI” - GIULIETTA & ROMEO, STORIA DI UN AMORE FRIULANO.
PRESENTATO MERCOLEDÌ 7 SETTEMBRE 2011 IL LIBRO E INAUGURATA L'OMONIMA MOSTRA ALLESTITA NEGLI SPAZI ESTERNI DELLA CHIESA DI SANT’ANTONIO ABATE.
L’ESPOSIZIONE È STATA GIÀ RICHIESTA, “A SCATOLA CHIUSA”, DA DIVERSE AMMINISTRAZIONI COMUNALI.

Far luce sulla figura femminile nel corso della storia della Patria del Friuli con l’inclusione, data la ricorrenza dei 500 anni della Zobbia grassa, di Lucina Savorgnan, musa ispiratrice della “Giulietta e Romeo” del Da Porto, novella che getterà le basi per il “Romeo&Juliet” di Shakespeare.
Questo il senso del progetto “Il volto gentile della Patria del Friuli” messo a punto dalla Provincia di Udine (assessorato alla cultura) che si compone di una pubblicazione a carattere didattico, una mostra itinerante e un logo (“Giulietta e Romeo, quelli veri, quelli friulani”).
Oggi – mercoledì 7 settembre – la presentazione ufficiale del volume a palazzo Belgrado e l’inaugurazione della retrospettiva allestita negli spazi esterni della chiesa di Sant’Antonio Abate dove rimarrà fino al 25 settembre. «Questo progetto si sofferma sulla figura femminile nella storia della Patria del Friuli – ha esordito il presidente della Provincia di Udine, on. Pietro Fontanini –, terra d’origine di Lucina Savorgnan, protagonista con Luigi Da Porto, dell’amore contrastato divenuto noto a livello mondiale grazie alla penna di Shakespeare. Amore
le cui vicende più significative si sono svolte a Udine, nella capitale del Friuli. E’ per tale ragione che la Provincia di Udine ha realizzato una proposta strutturata e divulgativa per dare a questa storia, al periodo di riferimento e ai protagonisti, la massima diffusione e conoscenza».
Fontanini ha quindi ricordato come quest’anno ricorra sì l’anniversario della storia d’amore ma anche quello della rivolta dei contadini contro i nobili. «Rivolta che deve far riflettere tutt’oggi i politici – ha sottolineato il presidente della Provincia di Udine – ai quali i cittadini richiedono più serietà, oculatezza nella spesa e vicinanza. Non ci saranno rivolte contadine di quell’entità ma piccole rivolte democratiche sì».
A entrare nel merito del progetto (coordinato da Alessandro D’Osualdo), l’assessore provinciale alla cultura, Elena Lizzi che ha annunciato, con soddisfazione, la richiesta già avanzata da alcune amministrazioni comunali di poter ospitare l’esposizione senza averla ancora vista, ovvero a scatola chiusa, ampliandone così i tempi e le modalità di divulgazione. «Segno che il territorio ha compreso la valenza del progetto e i suoi possibili sviluppi proprio in chiave di marketing territoriale – ha sottolineato Lizzi - , una condivisione e una collaborazione tra istituzioni (Provincia, Regione e Comuni), soggetti privati come la Fondazione Crup e associazioni di categoria (partner dell’operazione IO-Studio, la carta degli studenti che sarà
contraddistinta dal logo) che servirà a fare da cassa di risonanza all’iniziativa stessa
amplificandone risultati e portata». L’assessore ha quindi sottolineato il carattere
interdisciplinare dell’iniziativa, originale e strutturata, che approfondisce aspetti storici e culturali «per rendere i friulani ma soprattutto le friulane (le cui vicende sono state ancora poco note e valorizzate nelle pieghe di una storia declinata solo al maschile) più coscienti della propria storia e, nello stesso tempo, dichiarare con orgoglio la propria centralità e importanza nell’evoluzione di quella mondiale, pur se la cultura omologata l’ha per molto tempo confinata ad aspetto “marginale” o “residuale” della macrostoria».
Stampata in 5 mila copie nelle versioni friulano/italiano e friulano/inglese e destinata anche alle scuole, la pubblicazione contiene contributi di moltissimi studiosi che hanno analizzato la storiadel periodo, l’amore friulano di Giulietta e Romeo, ovvero Lucina Savorgnan e Luigi Da Porto nonché la storia delle donne nell’arte fino al ‘900 nonché rilevato alcuni aspetti inediti della vita friulana quale l’alfabetizzazione femminile nel ‘500, le feste e l’allegria dei friulani che portarono a richiedere addirittura una scuola di danza al Comune di Udine.
L’esposizione racchiude 15 pannelli fotografici bifacciali di 2,5 metri per 2 per un totale di 30 immagini, per raccontare l’amore di Luigi Da Porto e Lucina Savorgnan. Quella di Udine è solo la prima tappa dell’evento espositivo che la Provincia di Udine conta di portare “in tour” nei territori in cui si è svolta la vicenda dei due innamorati come a esempio Brazzacco dove vi sono i resti del castello superiore dove è probabile che Lucina e Luigi si siano incontrati o ancora Manzano, città in cui Luigi è stato ferito. Altri possibili luoghi d’incontro, la rocca di Osoppo (di proprietà dei Savorgnan) e il palazzo Savorgnan-Ottelio di Ariis di Rivignano.
Alla presentazione del libro e successivo taglio del nastro erano presenti anche l’assessore provinciale Adriano Ioan, il vicesindaco del Comune di Udine Vincenzo Martines, il presidente del Consiglio Regionale Maurizio Franz, l’assessore regionale Claudio Violino, l’ideatore del progetto Alessandro D’Osualdo e gli autori del libro (Gilberto Ganzer, Giuseppe Bergamini e Albino Comelli).

Pagina aggiornata il: 08/09/2011 12.57 

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